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Pappardelle ai funghi

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500 g. di pappardelle fresche all’uovo 400 g. di funghi porcini freschi (o funghi di altri tipi ma piuttosto profumati)
1 spicchio d’aglio
6 cucchiai di olio d’oliva extra vergine
una manciata di foglie di prezzemolo
parmigiano reggiano a scagliette sottili a piacere
sale q.b.
pepe q.b.

Preparazione :




Pulite e lavate il prezzemolo, tritatelo e mettetelo da parte.

Pulite poi i funghi, eliminando le parti terrose dei gambi, e poi passateli con una pezzuola umida (i funghi non si lavano sotto l’acqua corrente, e mai e poi mai si lasciano in ammollo in acqua). Tagliateli a fettine, e magari tritate i gambi.

Versate l’olio in un tegame capace di contenere la pasta, unite lo spicchio d’aglio pelato e schiacciato. Mettete sul fuoco e dopo qualche minuto, aggiungete i funghi. Fate rosolare i funghi a fuoco vivo per qualche minuto, poi salate e fate cuocere per una decina di minuti (unite un goccio di acqua se necessario).

Nel frattempo, avrete lessato la pasta in abbondante acqua salata. Scolate le pappardelle, lasciandole un po’ bagnate, e poi mettetele nel tegame con i funghi. Fatele saltare, in modo che le pappardelle si condiscano per bene.Distribuite sopra il prezzemolo tritato, spolverate con pepe macinato o pestato al momento, fate saltare ancora.Servite subito, aggiungendo le scagliette di parmigiano.


Tratto da :www.buttalapasta.it


Buon appetito ! Nottolia73.




Il " Panspeziale" di Natale

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È il dolce tipico bolognese delle festività di fine anno.

Questa è la ricetta certificata, depositata dalla delegazione di Bologna dell’Accademia italiana della Cucina alla Camera di Commercio di Bologna il 23 giugno 2003:

Ingredienti: 500 g di cioccolato fondente a pezzi; 400 g di farina; 300 g di miele; 250 g di marmellata di frutta ad esempio di prugne o mostarda bolognese; 200 g di frutta candita; fichi, albicocche, cedro, ciliege rosse, pere rosse; 50 g di pinoli sgusciati; 50 g di cacao in polvere; 75 g di Marsala; 15 g di carbonato di ammoniaca; Burro quanto basta; cannella.

Preparazione: Scaldare il miele in una casseruola sul fuoco e quindi aggiungere metà della frutta candita tagliata a cubetti; mettere la farina sul tagliere e disporla a fontana; al centro aggiungervi le mandorle, i pinoli, il cacao, la frutta cotta (marmellata), la cannella, il carbonato di ammoniaca, il marsala, e per ultimo il miele, con la frutta candita; impastare a forma di ciambella su una teglia unta di burro e far riposare per 3 ore circa; guarnire il certosino con le mandorle caramellate e i restanti canditi, quindi infornare e far cuocere per 40 minuti a 180°; una volta freddo spennellare con miele sciolto.

N.B. Il certosino va cotto un mese prima di Natale e va conservato in luogo fresco e asciutto, assolutamente non in frigo.

Fonte: www.mondodelgusto.it

La ricetta del castagnaccio

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Questa è una semplice ricetta di un dolce tipico dell’ appennino tosco-emiliano. Col tempo ha subito varie modifiche, da piatto povero si è trasformato in dolce.
Tralasciando la differenza tra i nome e le zone di origine, voglio proporre questo semplice dolce fatto con la farina di castagne.La riuscita di questo dolce è dovuto alla qualità della farina di castagne, io uso quella di castagne macinata senza bucce che viene macinata a Bagnone(credo!?)
Ingredienti:250 gr di farina di castagne550 gr di acqua o latte di soia75 gr di zucchero di canna (100 se la volete dolce)un pizzico di lievito per dolciun pizzico di sale2 cucchiai di olio e.v.o o di mais
Procedimento:Versa la farina di castagne con lo zucchero e si aggiunge acqua un po’ alla volta per evitare i grumi, poi l’olio, il sale e il lievito, si deve ottenere una pastella liquida e si lascia riposare per un po’, io anche una notte a volte, ma anche 1/2 h basta.
Si unge una teglia larga 25 cm con un poco di olio e si versa la pastella, l’olio risalira in superficie e si mette nel forno per 40/50 min a 200° 220° dipende dal forno, o fino a che non si forma la crosticina in superficie.
Tratto da : www.veganblog.it

Torta di zucca per Halloween

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Visto che ci stiamo avvicinando alla festa delle streghe, nota a molti come Halloween, e considerando che vivo in una regione famosa - l’Emilia Romagna - per le zucche ho pensato di celebrare questo bellissimo ortaggio facendo una torta dolce e amara allo stesso tempo. Dolce per via della zucca ed amara per via del fatto che deve essere rigorosamente al 70%, come se non bastasse ho pensato di aggiungerci anche delle arance caramellate come guarnizione.
Ingredienti per uno stampo da 22 cm:
300 gr di zucca cotta al forno 350 gr di farina preparata per dolci mista tra 00 e fecola 3 uova 100 gr di burro 250 gr di zucchero 1 bustina di lievito 1 fiala essenza di mandorla 1 tazzina latte intero 1 arancia tagliata a fettine 150 gr cioccolato fondente al 70% zucchero a velo.
Preparazione: tagliate l’arancia a fettine e disponetela su una placca da forno cosparsa di zucchero a velo -sotto e sopra- e passatela in forno a 200 gradi fino a quando si sarà caramellata. In una terrina montate il burro con lo zucchero fino a quando sarà diventata una crema omogenea, poi aggiungete i tuorli uno alla volta e lavorate ancora, poi la farina e la zucca con l’aroma di mandorla. Quando il composto sarà cremoso aggiungete il latte, il lievito e gli albumi montati a neve. Imburrate una teglia tonda ed infornate la torta a 180 gradi per 30 minuti. Una volta che si sarà freddata fate sciogliere la cioccolata fondente nel microonde a spargetela tipo glassa sulla torta, guarnite infine con le fette di arance candite.
Serve una precisazione, è importante che la zucca sia cotta al forno in modo che si asciughi, qualunque altra cottura infatti la lascerà troppo umida e farà sì che tiri fuori acqua anche nella torta.

Fiori di zucca ,come gustarli

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Al di là di mode o controversie che li vuole ripieni con questo o quello...io resto dell'idea che un bel fritto leggero del solo fiore è il modo migliore di gustarli.


Non è una ricetta vera e propria, ma cercherò di dare delle proporzioni almeno per la pastella. Mettete in una ciotola 250 g di farina, 1 uovo intero, poco pepe bianco (il sale lo metto sul fritto sgocciolato). Miscelate con la frusta aggiungendo tanta acqua minerale gasata quanto ne necessita per creare una pastella abbastanza liquida. Coprite la ciotola e lasciatela almeno 1 ora al fresco. Nel frattempo pulite con uno straccetto umido i fiori di zucchina e levate, ad uno ad uno, il pistillo accertandovi che non ci siano animaletti all'interno del singolo fiore. Mantenete un pezzetto di gambo, vi servirà per intingeli nella pastella. Mettete in una padella di ferro ( io ho usato il wok ) abbondante olio di girasole (quello evo renderebbe il fritto troppo saporito rovinando il gusto delicato del fiore). Mescolate brevemente la pastella e appena l'olio è a temperatura iniziate ad immergere, tenendo per il gambo, i fiori nella pastella. Tuffateli nell'olio bollente, non più di 4 o 5 fiori per volta e lasciateli dorare da ambo le parti. Sgocciolateli e poneteli su della carta da cucina. Salate e servite ben caldi. Ovviamente, chi è addetto alla frittura, dovrà approfittare del vassoio in preparazione, altrimenti se li mangia freddi e mollicci ( se ne restano!! ).
Tratto da :gloricetta.blogspot.com

Funghi , storie e leggende

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I funghi, proprio per il fatto che sembra spuntino dal nulla, sul terreno o su tronchi di piante, per l'azione la velenosità di alcuni e per gli effetti allucinogeni di altri, hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia degli uomini, avvolgendosi in un alone di magia e diventando protagonisti di credenze e leggende popolari.

Alcune credenze vogliono, infatti, i funghi che crescono in cerchio generati dalle danze notturne di streghe o gnomi (c.d. anello delle streghe).

Nella Cina antica, ad esempio, il fungo, ku o chih, era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino, e legato in qualche maniera all'immortalità.

Gli Aztechi e i Maya consideravano i funghi allucinogeni "carne divina", per le loro proprietà allucinogene.

Anche nell'antica Grecia, come in Cina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino. Narra, infatti una leggenda, che l’eroe Perseo, dopo un lungo viaggio, stanco e assetato, si poté rifocillare con dell’acqua raccolta nel cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò Micene (dal greco mykés = fungo), dando vita alla civiltà micenea.

Nella civiltà Romana, invece, il fungo, pur apprezzatissimo per le qualità culinarie, diventò anche simbolo di morte, infatti, il termine fungus significherebbe "portatore di morte" (dal latino funus = morte e ago = porto, portare). Sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi.

Si narra ad esempio che l’imperatore Claudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi: la moglie Agrippina, conoscendo il suo debole culinario e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto Nerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con funghi velenosi.

La mitologia nordica, invece, narra che una volta Odino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di Sleipnir, il suo mitico cavallo a sei zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.

In Siberia, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, ‘’gli sciamani usavano e usano il fungo Amanita muscaria come un sacramento religioso'’ ‘’Essi - dice - entrano attraverso un’apertura del tetto e portano questi funghi (allucinogeni) in grandi sacchi'’. Sono vestiti di rosso e bianco, i colori di Babbo Natale, ma anche dell’Amanita, che in Siberia cresce nei boschi di conifere .

I funghi, presenze che capita spesso di incontrare lungo i percorsi, almeno entro una certa quota e che suscitano curiosità e interesse per quel loro essere amichevoli, ma anche micidiali; per il loro comparire quando uno non se lo aspetterebbe e rendersi irreperibili quando li si cerca; quel loro alludere al mondo magico delle fiabe.

Immagine :fairydoll.myblog.it

Tratto da:wikipedia.org


Lasagne vegetariane

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Ingredienti :
gr. 500 di pasta fresca per lasagne
gr. 500 di passata di pomodoro
gr. 500 di besciamella
2 zucchine
2 carote
gr. 350 di piselli freschi sgusciati
1 cipolla piccola
2 cucchiai di olio
2 mozzarelle
50 gr. di parmigiano
Sale e pepe

Preparazione :

soffriggere in un tegame una cipollina con due cucchiai di olio, quindi aggiungere le zucchine e le carote tagliate a dadini, i piselli e quindi la passata di pomodoro; salare, pepare e fare cuocere la salsa (girando ogni tanto) per circa 15/20 minuti. Nel frattempo scottar in acqua salata nella quale è stato aggiunto un pochino d’olio le lasagne fresche, e preparare la besciamella (la mia è la classica, semplice, senza alcuna aggiunta di spezie). Una volta pronto il sugo assemblare le lasagne: in una teglia mettere sul fondo un pochetto di sugo e besciamella, quindi uno strato di pasta. Sopra la pasta mettere in sequenza: sugo, besciamella, mozzarella tagliata a fettine e un po’ di parmigiano grattugiato. Quindi ancora la pasta e gli altri ingredienti fino a finire tutta la pasta e gli altri ingredienti. Sull’ultimo strato il parmigiano deve essere più abbondante (se si vuole mettere anche qualche fiocchetto di burro, ma io non l’ho fatto). Infornare a 200° per circa 45 minuti o comunque fino a che la pasta ha raggiunto il colorito voluto.
Tratto da :zioda.blogspot.com.
Per i "divoratori"di lasagne questa è una buona ricetta adatta alla stagione , indiscutibilmente contiene meno grassi rispetto alla tradizionale ricetta con carne di tipo invernale ,provatele!
Buon appetito da Nottolia73.