Visualizzazione post con etichetta Secoli oscuri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Secoli oscuri. Mostra tutti i post

Gropparello , il fantasma di Rosania

| | 0 commenti

CASTELLO DI GROPPARELLO
Il Castello di Gropparello si trova in provincia di Piacenza.. ..
Anch’esso mi ha colpito tantissimo soprattutto per la sensazione di malinconia e tristezza che mi ha avvolta non appena ho varcato il ponte elevatoio dirigendomi nel cortile principale,come Bardi racchiude in sé una tragica storia che continua a persistere tutt’ora hai giorni nostri come se in ogni passo e in ogni angolo echeggia il sibillo delle voci del passato ma sopratutto di colei che chiede aiuto per porre fine alla lunga sofferenza…
LA LEGGENDA
“….Molta acqua è passata sotto i ponti dalla prima volta che abbiamo sentito parlare di Rosania Fulgosio, la giovane donna che nel '200 sarebbe stata murata viva dal marito Pietrone da Cagnano in un luogo nascosto nelle fondamenta del castello di Gropparello per punizione di un suo tradimento con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù, e il cui spirito si aggirerebbe ancora tra queste mura, facendo udire i suoi lamenti nelle notti di tempesta. Molta acqua è passata in tutti i sensi. E' passato del tempo certo, ma soprattutto ci è passata davanti agli occhi una sequenza di fatti sconcertanti, inspiegabili, che dal nostro stato iniziale ci hanno portati alla certezza odierna: Rosania Fulgosio è realmente esistita, ha incontrato tra queste mura quella morte orribile, e la "camera maledetta" in cui il suo atroce destino si è compiuto esiste tutt'oggi, inviolata, in un luogo ben nascosto nelle fondamenta del castello, e racchiude ancora le ossa dell'infelice. Ma c'è una realtà forse più sconvolgente: di Rosania Fulgosio, morta nella sua cella scavata nella roccia più di sei secoli fa, il castello di Gropparello non contiene solo le ossa … Qualcos'altro di lei sopravvive, legato a questo luogo, e si manifesta in molte occasioni, anche in forma visibile; questo principio immortale, cosciente di sé e della propria condizione, sembra cercare un contatto con i vivi che ora occupano quella che è stata un tempo la sua dimora, e chiedere insistentemente un aiuto per trovare la sua pace … “
Tratto da :gwyneed.splinder.com
Vi consiglio il libro che ha scritto l’attuale proprietario che si può acquistare presso la Bottega del Castello.. parla di Rosania e del suo tentativo di mettersi in contatto con i castellani per riuscire finalmente a dare pace alla sua tormentata vita trapassata…L’ho divorato in tre giorni e mi ha travolto con grandi sentimenti di commozione ma anche spavento con tanto di brividi che mi percorrevano lungo la schiena…

Il fantasma di Leap Castle

| | 2 commenti

Lo stupendo Leap Castle si trova in Irlanda(strano eh?!?),e,diciamo,è simile a molti altri castelli.Niente di particolare insomma.La sua particolarità sta nel fatto che è infestato..che sciocchezze!sicuramente...però è interessante conoscerle queste sciocchezze,perchè ognuno di noi in fondo ci crede,perfino il più scettico.
Un’antica fortezza,costruita tra il XIV e il XV secolo come roccaforte di avvistamento e di controllo del passaggio in una zona strategicamente importante.Il luogo,un tantino tetro,a mio parere,è stato teatro di vicissitudini storiche.Era una rocca degli O'Carrol (antico clan irlandese), esso ha rappresentato, durante i secoli, una delle costruzioni militari più inespugnabili dell’intera isola. Forse a causa della sua storia, così violenta e sanguinaria, il castello è diventato, nella leggenda, sede di un terribile spirito, uno di quelli che vengono definiti “elementali. Senza una fisionomia precisa, descritto come avente terrificanti occhi umani, ma accompagnato da strani vapori e fumi che ne rendono la figura indistinguibile
Si racconta che il fantasma apparterrebbe ad un prete, componente della famiglia degli O’Carroll, ucciso da un colpo di spada inferto al petto da suo fratello, mentre celebrava una messa in quella che, oggi, viene chiamata “Cappella Maledetta”(solite faide medievali). Nel 1532, infatti, in seguito alla morte del capo clan, si scatenò una battaglia feroce per la conquista del trono, che vide i fratelli della famiglia combattere gli uni contro gli altri. Ma, al di là della saga storica del castello, la prigione che si trova nei sotterranei fomenta terribili storie di fantasmi. Ancor oggi visibili, le prigioni furono luogo delle più cruenti morti: i prigionieri, infatti, vi venivano gettati attraverso un apertura nel pavimento del piano superiore e lasciati cadere su un grosso chiodo che si trovava circa 200mt sotto. Chi era abbastanza fortunato(si fa per dire) da non cadere sul chiodo era destinato a morire di fame, in mezzo ai cadaveri dei propri compagni,tra lente agonie.Infatti ci sono cronache(quindi non possono essere messe in discussione)che gli abitanti sentivano dei lamenti terribili provenire dalle segrete.Nel 1900, mentre alcuni operai erano intenti a ripulire le prigioni(e anche questo è un dato certissimo), furono trovati moltissimi scheletri, impilati uno sopra all’altro e ci vollero tre carri per portarli via tutti. Tra gli oggetti rinvenuti, un orologio risalente al 1800, che fa pensare che le celle dovevano essere ancora in uso nel XIX secolo.
Fonte : vioci.spaces.live.com

Baphomet.

| | 0 commenti

13 Ottobre 1307 di Venerdi
Le guardie del Re di Francia Filippo il Bello, arrestano per sospetta eresia, tutti i membri conosciuti dell’ordine dei Templari su cui possono mettere le mani. Il Papa del tempo, Clemente V, valuta che l’intera forza dell’Ordine ammonti a circa duemila persone mentre a distanza di poche settimane dagli arresti il governo comunica ai docenti dell’università di Parigi che oltre cinquecento Templari hanno già confessato la propria colpevolezza. Ovviamente non di propria spontanea volontà ma dopo violente e crudeli torture!Dagli atti processuali risulta che i Cavalieri Templari adorassero effettivamente una testa barbuta conosciuta come Baphomet (Bafometto), un reliquiario a forma di testa o forse una scultura, descritta dai monaci, interrogati sotto tortura, nelle forme più disparate. Tutte, comunque, potrebbero richiamare ed essere associate alla Sacra Sindone. L’adorazione di una "testa" fu uno dei principali capi d'accusa del processo, ma il fatto che questa testa fosse quella del demonio o comunque di un idolo, è un altro discorso. Gli accusatori indicavano essere il Bafometto una testa barbuta dagli occhi di carbonchio; dal punto di vista etimologico la spiegazione più plausibile sembra essere la corruzione della parola Maometto, in quanto le moschee venivano chiamate Baphomeris. Tale idolo potrebbe essere un chiaro richiamo pagano come dimostra il Bafometto sul portale della chiesa di Saint-Merry a Parigi e su quello della chiesa di Sainte-Craix a Provins: un grazioso diavolo barbuto, con corna, alato, con artigli ed ermafrodito.
Tratto da : sites.google.com.

Possessioni demoniache

| | 1 commenti

Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto." [Howard Phillips Lovecraft
la Chiesa crede nella presenza del demonio, di conseguenza crede nelle possessioni demoniache, e per questo ha istituito una branca di preti specializzati in esorcismi(veri e propri esorcisti!!!) a capo della quale vi è Padre Amorth, essi sono specializzati in pratiche anti-demoniache!!!!! comunque la scienza giudica le persone "possedute" come semplici persone afflitte da patologie psichiche deliranti(spesso collegate alla schizofrenia!).Quindi ci si divide fra parte razionale(scentifica) e parte irrazionale(religiosa) che spiega i comportamenti dei "posseduti" come conseguenza della presenza del demonio. Ora la questione è difficile e personalmente sono più propensa a credere che tutto ciò derivi da disturbi della psiche, della personalità e a volte anche dalla suggestionabilità di alcune persone, ma è anche vero che in alcuni casi la pratica religiosa dell "esorcismo" ha funzionato, liberando le persone dal "presunto demonio". Il caso dunque è spinoso e se ne parla da anni sentendo le più svariate teorie su "possessione e esorcismi" per cui esprimete anche la vostra opinione a riguardo!!!!!
Tratto da:www.orrormagazine.it

Vampiri a Venezia

| | 0 commenti

Per la festa della donna gli archeologi regalano una straordinaria scoperta: portano alla luce i resti di uno scheletro femminile probabilmente appartenente ad una Donna Vampiro. “È stato ritrovato con un mattone in bocca come fosse stata ‘impalata’ (il termine si usa anche in questo caso) per impedire ogni movimento alle mandibole. Il corpo ritrovato ha permesso così agli studiosi di ipotizzare che, stante le usanze indotte dalla superstizione medioevale (il periodo dovrebbe essere compreso fra ’400 e ’500), potesse trattarsi di una cosiddetta ‘donna vampiro’ ” - ci confida la soprintendente al telefono. Ma a fare la scoperta è il team di Matteo Borrini, docente del dipartimento di Scienze antiche dell’Università di Firenze, esperto di archeologia forense e antropologia fisica, che dalla fine dal 2006 ha condotto una serie di scavi e approfondimenti con un gruppetto di ricercatori tra i quali la sezione veneziana dei Gruppi archeologici d’Italia e altre organizzazioni di settore. “Non sarebbe male che ora ci arrivassero anche un po’ di fondi per continuare” - ci sottolinea un po’ preoccupato per il futuro non tanto roseo.Proprio in questi giorni, dopo aver illustrato la sua ricerca nel maggio scorso in un convegno di settore a Firenze, Borrini ha presentato il suo studio a Denver, negli Stati Uniti, durante i lavori dell’American Academy of Forensic Sciences. “L’idea che questa donna fosse una vampira - precisa Borrini - è probabilmente dovuta alle fasi di decomposizione del cadavere che, all’occhio dei becchini del tempo che riempivano le fosse comuni dei morti appestati, continuava ad avere una propria fattezza umana. La decomposizione provoca nella salma una serie di trasformazioni: i gas contenuti in corpo gonfiano l’addome; la pressione di essi, assieme all’effetto della macerazione delle carni e degli organi interni, provocano delle emorragie che, di conseguenza, comportano delle fuoriuscite di sangue dal naso e dalla bocca”. “Ed è a questo punto - riasssume il professore - che nasce e si sostanzia la “leggenda”. Questa donna, con ogni probabilità, risultava non decomposta nella tremenda fase dell’inumazione dei cadaveri degli appestati, tanto che nei seppellitori deve essersi venuta a creare la consapevolezza che, proprio il suo gonfiore, fosse dovuto al fatto che “bevesse” e si nutrisse del sangue degli altri morti. Ed ecco quindi che a poco a poco si è venuta a creare la figura dei “non morti” ovvero dei vampiri che, dopo essersi nutriti del sangue altrui, sarebbero potuti uscire fuori dalla tomba e contagiare con la peste altre persone”. E quindi il mattone in bocca doveva servire per mettere a freno psicosi collettive che avrebbero potuto traumatizzare ancor di più la gente già condannata o terrorizzata dalla peste. “Per questo - conclude Matteo Borrini - gli addetti alla sepoltura degli appestati inserivano un mattone nella bocca di questi morti “sospetti”, in modo che non potessero più riaprirla”. Non è solo una questione scientifica, ma anche antropologica. “Nell’Europa del XVII secolo - esordisce il professore - era diffusa la credenza che ci fosse uno stretto rapporto tra epidemie e vampiri, e in particolare tra pestilenza e un tipo di vampiro, il “nachzehrer” ovvero il masticatore di sudario, o divoratore della notte, “apparso” per la prima volta in Polonia attorno al Trecento. In sostanza si credeva che la salma, avvolta nel sudario, fosse in realtà ancora vivente, perchè “masticava” le parti del tessuto usato per la sepoltura in corrispondenza della bocca, per poter così succhiare il sangue altrui. É evidente che tutto ciò era dovuto invece esclusivamente agli acidi sprigionati dalla decomposizione”. Dopo queste affermazioni possiamo raggrellarci perchè viene fatta giustizia. Il gentil sesso ha dovuto per secoli soccombere alle dottrine ecclesiastiche che si sono mescolate con fantasticherie le più assurde.

Fonte:www.aidanews.it

Tratto da : Centro ufologico Taranto


Streghe

| | 0 commenti

Per essere streghe bisognava avere minimo tredici anni; le streghe più attive erano le giovani, esperte in incantesimi e filtri d’amore (anche della riproduzione, dunque, secondo gli inquisitori: controllavano la fertilità e l’impotenza, causavano aborti, erano levatrici), le vecchie si occupavano invece dell’Invidia e della Malvagità. Le streghe erano accusate di trascinare gli uomini alla dannazione, di gettare e togliere il malocchio attraverso incantesimi su persone e cose, di sedurre le ragazze al culto diabolico, di sacrificare bambini, di essere responsabili delle calamità naturali che si abbattevano sulle campagne, delle malattie e delle morti improvvise. Spesso le streghe erano donne guaritrici ed erboriste, che portavano assistenza al popolo, privo di medici e di ospedali, con le loro conoscenze delle erbe curative e non certo con sortilegi e magie. Ancora oggi molti rimedi usati da quelle donne (sagge, non streghe) per alleviare le sofferenze, vengono adoperati in farmacologia. Ad esempio, per lenire i dolori del parto si servivano della segala cornuta: oggi si usano i suoi derivati per accelerare le doglie; per impedire le contrazioni uterine usavano la belladonna, oggi adoperata come antispastico, e la digitale, usata per il cuore, sembra che sia stata scoperta da una strega inglese. Si credeva che, dopo aver stipulato il patto con il demonio, le streghe diventassero creature delle tenebre e della notte e si radunassero in grotte, in boschi o foreste o, comunque, in luoghi isolati per celebrare i sabba. Queste riunioni erano presiedute dal demonio, sotto forma di gatto o caprone puzzolente; come atto di sottomissione venivano baciate le parti intime e si sottoscriveva un patto scritto col sangue, preferibilmente mestruale. Seguivano poi banchetti (si credeva che mangiassero bambini non battezzati), canti, danze e lascivie varie e anche, talvolta, una Messa nera, usando come altare il corpo di una donna. Di certo le streghe erano guaritrici, i medici popolari ed empirici del passato, che per le conoscenze mediche ed erboristiche, per l’effettiva capacità di trattare le malattie, le gravidanze, i parti, il controllo delle nascite, evidentemente, disturbavano sia lo Stato (la scienza medica ufficiale) sia la Chiesa, fautrice, invece, della procreazione. E’ probabile anche che, effettivamente, si riunissero, organizzate in conventicole, retaggio forse dei culti alla dea Madre. Esisteva certamente una sottocultura delle donne, un loro potere sotterraneo che rappresentava una triplice minaccia per la Chiesa: la strega era una donna che non si vergognava d’esserlo, sembrava appartenere a un movimento clandestino di donne organizzate, era una guaritrice empirista, basava cioè i suoi metodi sui risultati conseguiti attraverso l’osservazione, ovvero sui sensi (la Chiesa, al contrario, diffidava dei sensi, del mondo materiale, a favore della dottrina di fede). Una considerazione interessante, più di tipo sociale che vale la pena sottolineare è costituita dal fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stavano per conquistare un ruolo economico importante, i medici e i chierici. Diventa facilmente comprensibile, dunque, il fatto che le donne, tradizionalmente legate all’esercizio delle pratiche guaritrici e nella loro veste di levatrici, che fino ad allora avevano goduto di una certa libertà d'azione, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare a ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa. L’accanimento e la persecuzione si verifica dunque anche perché le streghe e i maghi, così venivano anche chiamati i guaritori di campagna, facevano in realtà grande concorrenza ai medici ufficiali e ai frati/preti, pastori protestanti che si arrogavano il diritto di avere solo per loro il diritto di insegnare e praticare l’arte della medicina.
Fonte:tatter66.googlepages.com

Caccia alle streghe

| | 0 commenti

Le "cacce alle streghe" si concentrarono soprattutto tra la fine del 1400 e la prima metà del 1600 e conobbero due ondate: una dal 1480 al 1520 e l'altra dal 1560 al 1650. Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, soprattutto se femmine), appartenevano per lo più alle classi popolari ed erano di solito vedove, prostitute, levatrici ed herbarie. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva essere realmente annoverata tra i veri e propri criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di altri gravi reati. La stragrande maggioranza era invece composta da persone innocenti, di ogni età e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici, in un tempo in cui decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici risultavano non meno efficaci e sicure di medicine e medici: e, d'altra parte, la popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilità per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici. Molte "streghe" vennero torturate e bruciate vive, con le motivazioni ufficiali più varie, ma spesso in base a delazioni anonime mosse anche da futili ragioni (perché giovani, perché vecchie, soprattutto perché donne) e in molti casi, perché sotto tortura, in cambio della riduzione dei tormenti, facesse il nome di persone possibilmente benestanti, ree di complicità, in modo da poter istruire il processo successivo, considerato fortemente remunerativo, dato che il condannato subiva anche la confisca dei beni. I due ultimi episodi di streghe arse vive avvennero uno nella Svizzera protestante nel 1782 e l'altro nella Polonia cattolica nel 1793. (Tratto da Wikipedia).