Le Primule , magiche amiche

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Dopo il lungo letargo invernale, la primula è uno dei primi fiori che appare a tutti noi nei prati, la sua delicata corolla, annuncia la Primavera.

Shakespeare, nel Racconto d’inverno, dedica al fiore delle espressioni poetiche:

Pallide Primule che muoiono nubili”, sottolineandone la caratteristica, che nasce nel periodo in cui la natura è quasi morta.
Simbolo di giovinezza la Primula dona buona fortuna, ed in Gran Bretagna si offre come amuleto, che si vocifera diventi potente se tenuto sul cuore insieme ad un cristallo di rocca.

La Primula nella tradizione ha qualità terapeutiche, questo fiorellino è un ottimo diuretico ed anche un buon sedativo. Ildegarda di Bingen, badessa benedettina del XII secolo, lo consigliava come rimedio contro malinconia e insonnia.
I fiori essiccati, oltre servono a profumare la birra ed a migliorare il bouquet dei vini; i petali dei fiori freschi, vengono posti anche all’interno di insalate; uova sode e dolci.
Una vecchia leggenda parla che dal Paradiso San Pietro gettò le sue chiavi, perché il Signore ne aveva voluto un paio nuovo, appena le chiavi caddero a terra spuntò la Primula, inoltre, si dice che questo fiore celi un gran segreto, cioè: chi riesce a toccare la roccia delle fate con un mazzetto di Primule, vedrà aprirsi la strada che lo condurrà al loro regno. Il rito magico deve esser fatto con un numero preciso di Primule altrimenti si avrà un destino infausto.
Curarsi con la Primula
Contusioni: fare un decotto di Primula, mettere 100gr di radici essiccate e sminuzzate in un litro d’acqua bollente. Lasciar freddare ed applicare gli impacchi.
Indigestione: fare un infuso di Primula, lasciare 60gr di fiori in un litro d’acqua bollente per 10 minuti e bere molto caldo e lentamente.
Rito con la primula: Prendere, anzi, raccogliete delle foglie di primula, prendete una qualsiasi essena (un cucchiaino) e unitela all’interno di una bacinella nuova con dell’acqua, prendete le primule, e mettetele all’interno della bacinella e lasciare tutta la notte all’aria aperta sotto la luce della luna con il bigliettino, al di sotto della scodellina con il nome del favore che si vuole chiedere.
La mattina all’alba, alzarsi e lavarsi con l’acqua della primula, ripetendo dentro di voi grazie alla primula e alla luna.
Tratto da : www.esoterya.com

Il fantasma di Bardi

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Nel 1400 Moroello valoroso cavaliere, nonchè capitano delle truppe, s'innamora ricambiato della bella Soleste, giovane figlia del Castellano, ma li divide una insormontabile differenza di casta. "ma il padre l'ha promessa in sposa ad un feudatario vicino. Un matrimonio che porterà nuove terre ed una solida alleanza. Solo la balia aiuta Soleste e Moroello e si prodiga affinche i due ragazzi possano incontrarsi e stare insieme." Moroello, per conquistare e meritare la mano di Soleste parte per la guerra. Si dice che la bella castellana, fortemente in pena per la sorte del suo amato, salisse ogni giorno sul mastio nella speranza di vederlo ritornare. Ciò fino al giorno in cui Moroello finalmente tornò vincitore, ma indossando le insegne del nemico in segno di spregio, confuse la sua cara e preoccupata amata. Soleste, infatti, vedendo avanzare le insegne nemiche, capì che il suo amore era sconfitto e morto, decidendo di conseguenza di suicidarsi immediatamente, lanciandosi dal mastio. Quando Moroello arrivò al Castello... "E' la balia a dare la triste notizia del suicidio a Moroello e ad assistere all'urlo straziante mentre egli si getta dagli spalti della Piazza d'armi.
La base del mastio, da anni è soggetta a studi e ricerche notturne con sofisticate apparecchiature elettroniche da parte di ricercatori italiani e stranieri. Il fantasma di Moroello, nell'arco dei secoli, è infatti apparso vicino al mastio a volte accompagnato da una sommessa e triste musica.
Negli ultimi anni, però, gli "avvistamenti" si sono fatti più frequenti anche da parte dei visitatori e dei ricercatori del Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna. I quali ultimi sono addirittura riusciti a fotografare il fantasma di Moroello, con una termocamera sofisticatissima, e hanno realizzato nel castello una mostra su questa presenza."
Tratto da : eilantha.splinder.com

Funghi , storie e leggende

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I funghi, proprio per il fatto che sembra spuntino dal nulla, sul terreno o su tronchi di piante, per l'azione la velenosità di alcuni e per gli effetti allucinogeni di altri, hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia degli uomini, avvolgendosi in un alone di magia e diventando protagonisti di credenze e leggende popolari.

Alcune credenze vogliono, infatti, i funghi che crescono in cerchio generati dalle danze notturne di streghe o gnomi (c.d. anello delle streghe).

Nella Cina antica, ad esempio, il fungo, ku o chih, era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino, e legato in qualche maniera all'immortalità.

Gli Aztechi e i Maya consideravano i funghi allucinogeni "carne divina", per le loro proprietà allucinogene.

Anche nell'antica Grecia, come in Cina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino. Narra, infatti una leggenda, che l’eroe Perseo, dopo un lungo viaggio, stanco e assetato, si poté rifocillare con dell’acqua raccolta nel cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò Micene (dal greco mykés = fungo), dando vita alla civiltà micenea.

Nella civiltà Romana, invece, il fungo, pur apprezzatissimo per le qualità culinarie, diventò anche simbolo di morte, infatti, il termine fungus significherebbe "portatore di morte" (dal latino funus = morte e ago = porto, portare). Sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi.

Si narra ad esempio che l’imperatore Claudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi: la moglie Agrippina, conoscendo il suo debole culinario e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto Nerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con funghi velenosi.

La mitologia nordica, invece, narra che una volta Odino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di Sleipnir, il suo mitico cavallo a sei zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.

In Siberia, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, ‘’gli sciamani usavano e usano il fungo Amanita muscaria come un sacramento religioso'’ ‘’Essi - dice - entrano attraverso un’apertura del tetto e portano questi funghi (allucinogeni) in grandi sacchi'’. Sono vestiti di rosso e bianco, i colori di Babbo Natale, ma anche dell’Amanita, che in Siberia cresce nei boschi di conifere .

I funghi, presenze che capita spesso di incontrare lungo i percorsi, almeno entro una certa quota e che suscitano curiosità e interesse per quel loro essere amichevoli, ma anche micidiali; per il loro comparire quando uno non se lo aspetterebbe e rendersi irreperibili quando li si cerca; quel loro alludere al mondo magico delle fiabe.

Immagine :fairydoll.myblog.it

Tratto da:wikipedia.org


La profezia del corvo

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“Se i corvi della Torre di Londra verranno dispersi o voleranno via, la Corona cadrà e con essa l'intera Britannia".
Questa curiosa profezia viene fatta risalire a Charles II (1660-1685), il “Merry Monarch”. E' probabile che questa stessa leggenda derivi da altre leggende popolari e superstizioni sui corvi, legate anche al mito delle streghe.
Oggi comunque i corvi sono una specie protetta in Gran Bretagna (meglio non correre rischi :-)
In particolare, i corvi della Torre di Londra sono accuditi dagli Yeoman Warders (detti anche Beefeater), che hanno a capo il cosiddetto "Ravenmaster".
Quando un corvo dello Stormo Reale muore, il Ravenmaster lo seppellisce personalmente in un punto ben preciso all'interno del complesso della Torre di Londra. Esiste anche una specie di lapide, la Raven Memorial Headstone, che commemora tutti i corvi morti dal 1956 in poi, elencandoli minuziosamente.
Tratto da : www.kappero.com

Lasagne vegetariane

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Ingredienti :
gr. 500 di pasta fresca per lasagne
gr. 500 di passata di pomodoro
gr. 500 di besciamella
2 zucchine
2 carote
gr. 350 di piselli freschi sgusciati
1 cipolla piccola
2 cucchiai di olio
2 mozzarelle
50 gr. di parmigiano
Sale e pepe

Preparazione :

soffriggere in un tegame una cipollina con due cucchiai di olio, quindi aggiungere le zucchine e le carote tagliate a dadini, i piselli e quindi la passata di pomodoro; salare, pepare e fare cuocere la salsa (girando ogni tanto) per circa 15/20 minuti. Nel frattempo scottar in acqua salata nella quale è stato aggiunto un pochino d’olio le lasagne fresche, e preparare la besciamella (la mia è la classica, semplice, senza alcuna aggiunta di spezie). Una volta pronto il sugo assemblare le lasagne: in una teglia mettere sul fondo un pochetto di sugo e besciamella, quindi uno strato di pasta. Sopra la pasta mettere in sequenza: sugo, besciamella, mozzarella tagliata a fettine e un po’ di parmigiano grattugiato. Quindi ancora la pasta e gli altri ingredienti fino a finire tutta la pasta e gli altri ingredienti. Sull’ultimo strato il parmigiano deve essere più abbondante (se si vuole mettere anche qualche fiocchetto di burro, ma io non l’ho fatto). Infornare a 200° per circa 45 minuti o comunque fino a che la pasta ha raggiunto il colorito voluto.
Tratto da :zioda.blogspot.com.
Per i "divoratori"di lasagne questa è una buona ricetta adatta alla stagione , indiscutibilmente contiene meno grassi rispetto alla tradizionale ricetta con carne di tipo invernale ,provatele!
Buon appetito da Nottolia73.

Oggetti fuori dal tempo

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..Avete mai provato a costruirvi un boomerang? Se non siete in possesso di profonde nozioni di aerodinamica otterrete solo un pezzo di legno dalla forma arcuata, che fa di tutto escluso ritornare indietro. Eppure gli aborigeni australiani e gli antichi Egizi, presso cui il boomerang era conosciuto, non erano certamente degli esperti di questa difficile disciplina.

..Nel popolare "Non è terrestre", .. Peter Kolosimo cita una moneta di bronzo ritrovata in Illinois sotto uno strato inviolato di sedimenti profondo 42 metri; un cubo metallico perfettamente levigato rinvenuto tra strati di carbone dell'Era Terziaria (da settanta a dodici milioni di anni fa); l'impronta di una moderna vite in antichissime rocce del Nevada; la traccia di un proiettile nel cranio di un bisonte preistorico in Siberia.

Il meccanismo di Antikythera ..a prima vista, assomiglia a un blocco di ruggine. Osservandolo meglio ecco che si vedono emergere dalle incrostazioni i denti di alcuni ingranaggi. Sono in bronzo, e costruiti con incredibile precisione; si direbbe che appartengono a un moderno orologio abbandonato nell'acqua marina per molti anni. ..fu rinvenuto, infatti, nel 1900 in una nave affondata intorno all'80 a.C. al largo dell'Isola di Antikythera (tra Creta e la terra ferma). ..l'archeologo Valerio Strais si accorse che si trattava di un sofisticato apparecchio, composto da almeno trenta ingranaggi ricoperti da iscrizioni in greco. .. Si tratta di una sorta di computer astronomico in grado di determinare le relazioni tra il Sole, la Luna, la Terra e le stelle. ..nell'80 a.C., simili apparecchi "non avrebbero dovuto esistere": .. in quel tempo la tecnologia non era in grado di produrre apparecchiature di tale precisione. Del resto non ne avrebbe prodotte per altri sedici secoli: nel meccanismo si trova infatti un ingranaggio differenziale, inventato (o reinventato) soltanto verso la fine del cinquecento.

Il geode di Coso (di Roberto Ranucci, non incluso nel sito di Castelli) Oggetti fuori dal loro tempo. Questa e' la definizione italiana degli "Oopart", reperti accidentalmente rinvenuti, al di fuori di ogni logica e convenzionale collocazione. Uno dei primi enigmatici reperti archeologici di cui si abbia avuto notizia e' "il geode di Coso", una pietra stranamente priva della sua tipica cavita'. Il 13 febbraio del 1961 tre gioiellieri, Mike Mikesell, Wallace Lane e Virginia Maxey, a caccia di minerali sulle montagne Californiane di Coso, trovarono un geode ricoperto di fossili nella roccia. Pensando ad un raro minerale i tre vollero esaminarlo prima di una eventuale lavorazione. L'oggetto fu tagliato a meta' con un'apposita sega e nel suo interno fu trovato un oggetto di natura artificiale. L'oggetto presentava un nucleo di metallo circondato da strati di materiale simile alla ceramica ed una copertura esagonale in legno. I tre gioiellieri si rivolsero ad alcuni scienziati: vennero fatte delle radiografie dell'oggetto, ancora incastrato nella pietra, e si scopri' che era composto da una molla a spirale, un chiodo ed una rondella. Sembrava la candela di una macchina, ma...di epoca preistorica dato che le incrostazioni fossili della pietra erano risultate vecchie di 500 mila anni! Sottoposto ai raggi-X l'oggetto ricorda molto la candela di accensione di un motore a scoppio. Ulteriori indagini effettuate sulle fotografie e sulle radiografie rivelano che il pezzo metallico piu' importante dello oggetto, situato nella parte superiore, non sembra tuttavia corrispondere a nessuna parte della candela normalmente in uso ai giorni nostri. I gioiellieri misero in vendita il loro tesoro per 25.000 dollari, ma l'offerta non ebbe fortuna dato che nessuno lo acquisto' per timore di una frode.

fonte: http://www.the1phoenix.net/

Elisir Celtico contro l'influenza

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Vista l'aria che tira.............
Male certo non fà !

Ingredienti:
Arancia
Limone
Rhum
Zucchero di canna
Preparazione: In un pentolino mettete a bollire in una tazzina da caffè d'acqua e 1/2 solo la parte arancione della buccia di mezza arancia (la parte bianca è più amara), due pezzettini del giallo della scorza di limone e una fettina intera di arancia. Aggiungete lo zucchero di canna a piacere e fatelo sciogliere bene (di solito un paio di cucchiaini scarsi, è sempre possibile fare una piccola aggiunta dopo). Lasciate bollire un po' a fuoco basso. Spegnete e versate il tutto in una tazza. Versate 3/4 della stessa tazzina da caffè di Rhum e bevete molto caldo.
Tratto da :fantasy blogsfere.it
Immagine:mondodellafantasia.spaces.live.com