Il fantasma di Leap Castle

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Lo stupendo Leap Castle si trova in Irlanda(strano eh?!?),e,diciamo,è simile a molti altri castelli.Niente di particolare insomma.La sua particolarità sta nel fatto che è infestato..che sciocchezze!sicuramente...però è interessante conoscerle queste sciocchezze,perchè ognuno di noi in fondo ci crede,perfino il più scettico.
Un’antica fortezza,costruita tra il XIV e il XV secolo come roccaforte di avvistamento e di controllo del passaggio in una zona strategicamente importante.Il luogo,un tantino tetro,a mio parere,è stato teatro di vicissitudini storiche.Era una rocca degli O'Carrol (antico clan irlandese), esso ha rappresentato, durante i secoli, una delle costruzioni militari più inespugnabili dell’intera isola. Forse a causa della sua storia, così violenta e sanguinaria, il castello è diventato, nella leggenda, sede di un terribile spirito, uno di quelli che vengono definiti “elementali. Senza una fisionomia precisa, descritto come avente terrificanti occhi umani, ma accompagnato da strani vapori e fumi che ne rendono la figura indistinguibile
Si racconta che il fantasma apparterrebbe ad un prete, componente della famiglia degli O’Carroll, ucciso da un colpo di spada inferto al petto da suo fratello, mentre celebrava una messa in quella che, oggi, viene chiamata “Cappella Maledetta”(solite faide medievali). Nel 1532, infatti, in seguito alla morte del capo clan, si scatenò una battaglia feroce per la conquista del trono, che vide i fratelli della famiglia combattere gli uni contro gli altri. Ma, al di là della saga storica del castello, la prigione che si trova nei sotterranei fomenta terribili storie di fantasmi. Ancor oggi visibili, le prigioni furono luogo delle più cruenti morti: i prigionieri, infatti, vi venivano gettati attraverso un apertura nel pavimento del piano superiore e lasciati cadere su un grosso chiodo che si trovava circa 200mt sotto. Chi era abbastanza fortunato(si fa per dire) da non cadere sul chiodo era destinato a morire di fame, in mezzo ai cadaveri dei propri compagni,tra lente agonie.Infatti ci sono cronache(quindi non possono essere messe in discussione)che gli abitanti sentivano dei lamenti terribili provenire dalle segrete.Nel 1900, mentre alcuni operai erano intenti a ripulire le prigioni(e anche questo è un dato certissimo), furono trovati moltissimi scheletri, impilati uno sopra all’altro e ci vollero tre carri per portarli via tutti. Tra gli oggetti rinvenuti, un orologio risalente al 1800, che fa pensare che le celle dovevano essere ancora in uso nel XIX secolo.
Fonte : vioci.spaces.live.com

La ricetta del castagnaccio

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Questa è una semplice ricetta di un dolce tipico dell’ appennino tosco-emiliano. Col tempo ha subito varie modifiche, da piatto povero si è trasformato in dolce.
Tralasciando la differenza tra i nome e le zone di origine, voglio proporre questo semplice dolce fatto con la farina di castagne.La riuscita di questo dolce è dovuto alla qualità della farina di castagne, io uso quella di castagne macinata senza bucce che viene macinata a Bagnone(credo!?)
Ingredienti:250 gr di farina di castagne550 gr di acqua o latte di soia75 gr di zucchero di canna (100 se la volete dolce)un pizzico di lievito per dolciun pizzico di sale2 cucchiai di olio e.v.o o di mais
Procedimento:Versa la farina di castagne con lo zucchero e si aggiunge acqua un po’ alla volta per evitare i grumi, poi l’olio, il sale e il lievito, si deve ottenere una pastella liquida e si lascia riposare per un po’, io anche una notte a volte, ma anche 1/2 h basta.
Si unge una teglia larga 25 cm con un poco di olio e si versa la pastella, l’olio risalira in superficie e si mette nel forno per 40/50 min a 200° 220° dipende dal forno, o fino a che non si forma la crosticina in superficie.
Tratto da : www.veganblog.it

Torta di zucca per Halloween

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Visto che ci stiamo avvicinando alla festa delle streghe, nota a molti come Halloween, e considerando che vivo in una regione famosa - l’Emilia Romagna - per le zucche ho pensato di celebrare questo bellissimo ortaggio facendo una torta dolce e amara allo stesso tempo. Dolce per via della zucca ed amara per via del fatto che deve essere rigorosamente al 70%, come se non bastasse ho pensato di aggiungerci anche delle arance caramellate come guarnizione.
Ingredienti per uno stampo da 22 cm:
300 gr di zucca cotta al forno 350 gr di farina preparata per dolci mista tra 00 e fecola 3 uova 100 gr di burro 250 gr di zucchero 1 bustina di lievito 1 fiala essenza di mandorla 1 tazzina latte intero 1 arancia tagliata a fettine 150 gr cioccolato fondente al 70% zucchero a velo.
Preparazione: tagliate l’arancia a fettine e disponetela su una placca da forno cosparsa di zucchero a velo -sotto e sopra- e passatela in forno a 200 gradi fino a quando si sarà caramellata. In una terrina montate il burro con lo zucchero fino a quando sarà diventata una crema omogenea, poi aggiungete i tuorli uno alla volta e lavorate ancora, poi la farina e la zucca con l’aroma di mandorla. Quando il composto sarà cremoso aggiungete il latte, il lievito e gli albumi montati a neve. Imburrate una teglia tonda ed infornate la torta a 180 gradi per 30 minuti. Una volta che si sarà freddata fate sciogliere la cioccolata fondente nel microonde a spargetela tipo glassa sulla torta, guarnite infine con le fette di arance candite.
Serve una precisazione, è importante che la zucca sia cotta al forno in modo che si asciughi, qualunque altra cottura infatti la lascerà troppo umida e farà sì che tiri fuori acqua anche nella torta.

Baphomet.

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13 Ottobre 1307 di Venerdi
Le guardie del Re di Francia Filippo il Bello, arrestano per sospetta eresia, tutti i membri conosciuti dell’ordine dei Templari su cui possono mettere le mani. Il Papa del tempo, Clemente V, valuta che l’intera forza dell’Ordine ammonti a circa duemila persone mentre a distanza di poche settimane dagli arresti il governo comunica ai docenti dell’università di Parigi che oltre cinquecento Templari hanno già confessato la propria colpevolezza. Ovviamente non di propria spontanea volontà ma dopo violente e crudeli torture!Dagli atti processuali risulta che i Cavalieri Templari adorassero effettivamente una testa barbuta conosciuta come Baphomet (Bafometto), un reliquiario a forma di testa o forse una scultura, descritta dai monaci, interrogati sotto tortura, nelle forme più disparate. Tutte, comunque, potrebbero richiamare ed essere associate alla Sacra Sindone. L’adorazione di una "testa" fu uno dei principali capi d'accusa del processo, ma il fatto che questa testa fosse quella del demonio o comunque di un idolo, è un altro discorso. Gli accusatori indicavano essere il Bafometto una testa barbuta dagli occhi di carbonchio; dal punto di vista etimologico la spiegazione più plausibile sembra essere la corruzione della parola Maometto, in quanto le moschee venivano chiamate Baphomeris. Tale idolo potrebbe essere un chiaro richiamo pagano come dimostra il Bafometto sul portale della chiesa di Saint-Merry a Parigi e su quello della chiesa di Sainte-Craix a Provins: un grazioso diavolo barbuto, con corna, alato, con artigli ed ermafrodito.
Tratto da : sites.google.com.

La voce dei morti

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La voce dei morti può essere più forte di quella dei vivi. I fantasmi possono avere più significato della cosiddetta realtà. Nell'eternità, il presente e il passato e il futuro sono solo "flatus vocis". Una volta da bambina avevo paura che i morti potessero pensare, così, chiusi per l'eternità dentro le loro bare, dietro lapidi che l'erba ricopriva ed in fosse vecchie di decenni, avevo il terrore che i morti potessero pensare senza poter parlare.
Tratto da : blog.libero.it (tomthumb)

Avalon,l'isola dei morti.

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Secondo la tradizione celtica, in mezzo all'oceano Atlantico è situata un'isola chiamata Avalon, dove dimorano le anime dei morti.Si racconta che nell'isola regni l'eterna primavera e attorno ad essa il mare sia perennemente calmo.Foreste lussureggianti solcate da lenti fiumi la ricoprono per vasto tratto e in questo luogo di delizie, dove non esiste il dolore, ma regna l'uguaglianza, s'aggirano le anime dei trapassati.Vi abita un solo essere vivente ed è il mitico re Artù, che quando l'ora verrà,lascerà l'isola per tornare in Bretagna a sollevare il suo popolo e vendicarsi dei suoi nemici.Ancor'oggi si crede in Bretagna che le anime dei morti s'involino una volta all'anno verso l'isola per stringersi al re e testimoniargli la loro fedeltà e la zona da cui son destinati a partire è la Baia dei Trapassati, dove vivono i più ardimentosi pescatori del mondo.Una volta all'anno, il giorno dei morti, tutti i pescatori del borgo se ne stanno rinchiusi nelle proprie case aspettando la chiamata del predestinato per il viaggio,finché ad una porta qualcuno batte tre colpi. Il prescelto scende alla spiaggia, spinge la barca in acqua e comincia a remare, tanto sa che non gli accadrà nulla di male.Il vogatore non vede nessuno ma la barca si fa sempre più pesante e si cominciano a sentire voci, sussurri, sospiri.Egli non smette di remare, mentre il cielo s'imbianca.Poi d'un tratto la barca ridiventa leggera, le voci e i gemiti cessano, mentre un canto sembra giungere da lontano.E mentre il sole si disegna all'orizzonte, l'isola appare splendente sul mare.La barca allora scivola via leggera per poi fermarsi, mentre un nastro luminoso si leva da essa.Sono le anime dei trapassati che raggiungono Avalon verso la pace eterna e il vogatore saluta gli spiriti dei suoi padri e volge indietro la prua per tornare al mondo dei vivi.
Tratto da :morgana-giardinodellefate.blogspot.com
Immagine tratta da :2.bp.blogspot.com

Elogio al gatto nero

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SE LA NOTTE AVESSE I BAFFI, SAREBBE UN GATTO NERO...
Chissà come vede il mondo attraverso i suoi limpidi e misterici occhi.
Dio ha creato il gatto per dare all’uomo la possibilità di accarezzare la tigre.
È difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia,soprattutto quando non c'è.
Nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore.
Non è possibile possedere un gatto.Nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari.
Al gatto nero porta sfortuna essere attraversato da un'auto.
Per ogni gatto che ride c'è almeno un topo che prega.
Tratto da :gold.libero.it